Era il Gennaio del 2006 quando cinque studenti di Azione Universitaria e Azione Giovani di Firenze varcavano la soglia della facoltà di Lettere, storico baluardo rosso dell’ Ateneo fiorentino. Un volantinaggio, in apparenza la più basilare attività della militanza politica. Ognuno di quei fogli lancia, tuttavia, un messaggio forte, chiaro, di denuncia. La denuncia contro il degrado e la fatiscenza degli ambienti di Lettere, ormai alla mercé di vagabondi, tossicodipendenti spronati e sfruttati dalla propaganda del Bar Autogestito.
Qualcuno si chiederà cosa sia il Bar Autogestito. La risposta, purtroppo, è molto semplice. Il Bar è una creatura nata illegalmente in uno spazio interno alla struttura universitaria, con l’ occupazione di ciò che fino a sei anni prima era un normalissimo caffè gestito da privati. La chiusura di quel caffè non è passata inosservata al Collettivo di Lettere e Filosofia e nemmeno al CPA (Centro Popolare Autogestito – Firenze Sud) che, con il silente assenso della preside, ha trasformato il locale in una sorta di piccolo Centro Sociale. Con le parole democrazia, tolleranza, alternativa, tanto care a una certa sinistra inconcludente, teppista e violenta, il Bar A ( così denominato) ha potuto sopravvivere indisturbato per cinque anni. Fin quando quel pomeriggio di gennaio scoppiò il finimondo. I militanti di AU e AG, dopo una breve colluttazione, finiscono strattonati fuori dal cancello della facoltà da una trentina di elementi, molti dei quali non universitari, al grido di “A MORTE I FASCISTI”. Mottetti da ’68 ma di pessimo gusto, che la dicono lunga sulla tanto esaltata tolleranza di questi soggetti. Quell’ episodio non fu la fine bensì l’ inizio di una battaglia che avrà conclusione dieci mesi più tardi. Le iniziative portate avanti per tutto l’ arco del 2006 hanno come risultato dapprima la messa fuori norma della struttura, che poi verrà rioccupata, poi la definitiva chiusura con un getto di cemento armato sulla soglia. Nel frattempo gli anarchici proseguono con manifestazioni antirepressione, scritte sotto le case dei militanti e contro la sede del FUAN, aggressioni e rave notturni a Lettere. Forti del qualunquismo della presidenza e della giunta comunale DS ottengono le chiavi della struttura, divenendone padroni a tutti gli effetti. Un secondo volantinaggio che coinvolge le due organizzazioni giovanili di AN al completo e parte del mondo politico fiorentino spinge questi usurpatori su una posizione difensiva. La menzogna, la falsità e l’ ipocrisia sono le armi per una efficace controffensiva. Gli squadristi di lettere appoggiati dalla DIGOS, i compagni aggrediti con la compiacenza delle forze dell’ ordine, i provocatori fascisti: titoli che compaiono sui comunicati stampa e sui quotidiani locali. Da Palazzo Vecchio, i consiglieri di Alleanza Nazionale attaccano il sindaco Domenici, accusandolo di chiudere un occhio sulla grave situazione di stallo in cui versa piazza Brunelleschi. Il primo atto di messa fuori legge del Bar A ha un effetto positivo ma effimero. Caduta nel dimenticatoio in pochi giorni l’ azione legale non ha sortito effetti duraturi. Ad aprile tutto torna come prima. Con un peso mediatico maggiore, che mistifica la situazione attribuendo alla destra il merito di reprimere violentemente la libertà degli studenti e l’ avere introdotto uno stato di polizia. Inutili erano anche stati gli incontri tra Azione Universitaria e la preside, risoltisi in un vivi e lascia vivere come risposta. Neanche la denuncia di un personale ATA compiacente, che esponeva in ufficio bandiere anarco-comuniste, che frequentava il luogo ormai simbolo del degrado ha potuto convincere l’ autorità competente a cambiare idea. La pausa estiva e i mondiali di calcio sembrava avere stemperato gli animi. Fino a settembre Lettere vive uno stato di apatia finché, a ottobre, dal Bar A rispuntano nuove iniziative. Altre feste, altri sbandati, altre droghe. L’ organo autogestito si propone nuovamente come sussidio a persone asociali, drogati, vagabondi e studenti in cerca di uno spazio alternativo e democratico. Gli studenti stessi, tra i quali molti di sinistra, cominciano tuttavia a lamentare casi di furto, di spaccio e di violenza. Ragazze molestate, siringhe tra le panchine, zingari che entrano ad elemosinare nelle aule, punkabbestia che attaccano e insultano chi non concede loro una moneta. A metà mese una ragazza è aggredita, mentre i bibliotecari avvisano sparizioni di volumi dagli scaffali, alcuni dei quali ritrovati nel mercatino di Piazza dei Ciompi, la Porta Portese fiorentina. Il consiglio comunale di AN parte di nuovo all’ attacco ottenendo la chiusura del cancello principale e la promessa da parte dell’ Università di costruire un cancello automatico antidegrado in cambio della cessione di piazza Brunelleschi alla stessa. A fine novembre, finalmente, il cancello viene sigillato e il Bar chiuso, cementificato. La reazione è subito violenta. Due ragazze del FUAN aggredite durante un attacchinaggio, poi elementi dei centri sociali in pieno giorno aggrediscono tre militanti in facoltà, uno dei quali colpito ripetutamente con un casco integrale alla testa. Malgrado ciò il Collettivo e gli Anarchici perdono consenso e stentano a riorganizzarsi. Alle elezioni universitarie vengono duramente sconfitti, perdono il loro monopolio politico. Marzo 2007. La morte di un ragazzo di trent’ anni avvenuta in orario di lezione per overdose nel cortile esterno pone ancora una volta l’attenzione sulla situazione di degrado. La sinistra di ateneo passa la contrattacco: la colpa è dei consiglieri Donzelli e Cellai; il degrado va risolto con l’ opera degli assistenti sociali (stessa cosa che da tempo Noi proponevamo), i fascisti sono i veri criminali. In pochi mesi giunge la notizia che il cancello verrà riaperto. E’ luglio e sto per partire per il campo nazionale di AU, quando leggo sulle bacheche del Collettivo che “la presidenza ha ceduto alla richiesta di riapertura del cancello”. Rabbrividisco. Sono stato responsabile di lettere per il FUAN Firenze per circa un anno e mezzo. Lettere è stata la mia prima e più importante battaglia. Le ossa me le sono fatte lì, da ragazzo che passava dalla politica letta sui libri a quella militante, lavorandoci tutto il giorno e la notte con gli attacchinaggi, attorniato da camerati impareggiabili che hanno creduto con me di potere cambiare qualcosa in quella fogna a cielo aperto. Abbiamo insieme distribuito non so più quanti volantini, e quante risorse abbiamo investito in quell’ impresa! Ora mi giunge questa notizia. Sono esterrefatto, ma non sconfitto. Voglio, pertanto, rendere pubblica la follia e la mancanza di responsabilità di chi dovrebbe tutelare i diritti di studenti che pagano tasse sempre più alte per ottenere il NIENTE. A offendere non sono le minacce, le aggressioni o gli insulti. A queste cose abbiamo fatto il callo. A offendere è il fatto che non ci venga riconosciuto il nostro diritto ad essere studenti e alla serenità che una Università che si rispetti dovrebbe garantire. A offendere è chi minimizza su episodi gravi e sperpera il nostro denaro, senza offrirci i servizi più elementari. A offenderci sono anche i finanziamenti monopolio di SU e Lista Aperta, quattrini anche quelli nostri che confluiscono nei festini e nelle iniziative più disparate per l’ antifascismo militante. A offenderci, infine, è il volere negare a tutti i costi che le cose vanno male per salvaguardare all’esterno l’ immagine di un luogo ormai considerato un ricettacolo di criminali.
Leggendo questo breve riassunto mi rendo conto di quanto gli Italiani siano persone viscide, egoiste e qualunquiste. Purtroppo.
E’ la linea guida di un Paese che sta letteralmente “sbarellando”, è la rotta che tutti non vogliono, ma che metà del paese ha votato e per questo che nessuno dice nulla, nessuno propone soluzioni al degrado che hai raccontato. Forse è il mancato sentirsi padroni del posto dove viviamo che rende questi ragazzi liberi di fare ciò che vogliono, alimentando quel fuoco Comunista che rende l’Italia un posto dal quale andarsene.
WILDS
Purtroppo omertà e qualunquismo sono radicate nel nostro Paese in maniera viscerale. Sempre attuale Cavour: “Abbiamo fatto l’ Italia, ora dobbiamo fare gli italiani”.
questo sarà l’articolo di apertura del “BargellO”. Perdonami se non ti ho fatto sapere nulla prima, ma sono tornato appena adesso da lavoro… il giglio dovrebbe essere ultimato per mercoledì prossimo… se non prima…
appena sarà tutto pronto ti inoltro la pagina del bargello..
a noi
p.s. avevo pensato di inserirci un’articolo di Lavinia… ti andrebbe????
IL BARGELLO, foglio telematico di contro informazione del Nucleo universitario CARAVELLA, della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’ Università di Firenze.
Anche in versione cartacea, periodico distribuito gratuitamente nella Facoltà di Lettere.
INCURSIONE IDEALE
Leggendo questo breve riassunto mi rendo conto di quanto gli Italiani siano persone viscide, egoiste e qualunquiste. Purtroppo.
E’ la linea guida di un Paese che sta letteralmente “sbarellando”, è la rotta che tutti non vogliono, ma che metà del paese ha votato e per questo che nessuno dice nulla, nessuno propone soluzioni al degrado che hai raccontato. Forse è il mancato sentirsi padroni del posto dove viviamo che rende questi ragazzi liberi di fare ciò che vogliono, alimentando quel fuoco Comunista che rende l’Italia un posto dal quale andarsene.
WILDS
grazie per il tuo intervento WILDS!
Purtroppo omertà e qualunquismo sono radicate nel nostro Paese in maniera viscerale. Sempre attuale Cavour: “Abbiamo fatto l’ Italia, ora dobbiamo fare gli italiani”.
Marco
camerata,
questo sarà l’articolo di apertura del “BargellO”. Perdonami se non ti ho fatto sapere nulla prima, ma sono tornato appena adesso da lavoro… il giglio dovrebbe essere ultimato per mercoledì prossimo… se non prima…
appena sarà tutto pronto ti inoltro la pagina del bargello..
a noi
p.s. avevo pensato di inserirci un’articolo di Lavinia… ti andrebbe????