bargello

Archivio per 27 Novembre 2007

Basta stronzate!!!

In Uncategorized on Novembre 27, 2007 at 6:44 pm

IERI COME OGGI

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NON SCENDERE A COMPROMESSI!

SALVA L’ IDEALE! PRESERVA LA TUA IDENTITA’! 

Intellettuale militante

In Attualità politica, Caravella, Cuori Neri, Destra Giovanile, Lettere, Link, Miscellanea, Onore Fedeltà Coraggio, Storia politica, Tradizione, destra fiorentina, militanza, politica on Novembre 27, 2007 at 2:03 pm

        

LA CHIAMATA

 

Nella tradizione della destra, da sempre, esiste la figura dell’intellettuale militante: uomo di pensiero e di azione, politico e filosofo,(di Marco Cimmino) – Nella tradizione della destra, da sempre, esiste la figura dell’intellettuale militante: uomo di pensiero e di azione, politico e filosofo, che, con il suo impegno e le sue intuizioni, contribuisce attivamente al cambiamento sociale e al bene comune. Da qualche tempo, purtroppo, la destra italiana ha assunto, viceversa, un costume culturale statico, privo di impatto sulla gente, con una classe intellettuale più tesa ad autoanalizzarsi e ad interrogarsi sul proprio destino che a preoccuparsi di costruirlo. Noi, invece, crediamo che sia venuto il tempo di rendere attivi i nostri pensieri: di abbandonare le torri d’avorio o i pensatoi conventuali, per tornare tra la gente, assumendoci la responsabilità e l’onore di indicarle la strada. Lo strumento di questa rivoluzione possono essere i Circoli della Nuova Italia, attraverso i quali vogliamo restituire alla politica la sua dimensione popolare, troppe volte eclissata da quella semplicemente populista. Per farlo, c’è bisogno di idee e di opere: bisogna che i nostri intellettuali escano dall’ombra, tolgano dagli armadi le insegne del loro grado e partecipino a questa battaglia di civiltà e di cultura: prima che sia troppo tardi, prima che passi il momento buono e si risprofondi nel torpore e nell’ignavia. Quel momento è adesso: il grande fermento che circonda il centrodestra e la percezione evidente di un possibile e, speriamo, vicino successo elettorale, ci impongono di programmare seriamente e attentamente il nostro futuro politico. Per questa ragione, oggi, chiamiamo sotto la nostra bandiera tutti coloro che sentano di avere ancora qualcosa da dare e da dire alla nostra gente: promettiamo loro fatica e soddisfazione, impegno ed aiuto. E’ venuto il momento di riprendere a pensare in grande: di prendere in mano il timone e di tracciare la rotta. Noi crediamo che sia il dovere di un intellettuale che si dica di destra farsi avanti e partecipare: assumersi, insomma, gli impegni e le responsabilità che la nostra gente si aspetta da lui. Molte cose ci sono da fare: l’identità e la partecipazione, certo, ma anche il territorio, la scuola, la comunità e la comunicazione, l’economia, sono tutti campi ove la latitanza di una classe intellettuale preparata e decisa si è fatta sentire per troppo tempo. Sta, ora, agli intellettuali e ai politici fare la propria parte: i primi organizzando e coltivando le realtà locali, i secondi impegnandosi a non lasciare più queste realtà abbandonate a loro stesse, facendo sentire tutto il peso del loro appoggio. Insomma, qui si tratta di tornare a lavorare, uniti, per il bene dell’Italia. Chiunque abbia la volontà e la fiducia per partecipare a questo progetto sarà accolto a braccia aperte. Non appena avremo ottenuto un numero di adesioni qualitativamente e quantitativamente adeguato, partiremo con l’organizzazione delle strutture e delle attività: non c’è tempo da perdere. Attraverso tutti i canali correnti (Associazione Nuova Italia, Area, Destrasociale.org eccetera) è possibile aderire a questa nostra chiamata: a gennaio ci conteremo e, se Dio vuole, partiremo per questa traversata. Ne varrà comunque la pena, perché, sull’altra sponda, ci aspetta una nuova Italia. L’Italia che vogliamo. che, con il suo impegno e le sue intuizioni, contribuisce attivamente al cambiamento sociale e al bene comune. Da qualche tempo, purtroppo, la destra italiana ha assunto, viceversa, un costume culturale statico, privo di impatto sulla gente, con una classe intellettuale più tesa ad autoanalizzarsi e ad interrogarsi sul proprio destino che a preoccuparsi di costruirlo. Noi, invece, crediamo che sia venuto il tempo di rendere attivi i nostri pensieri: di abbandonare le torri d’avorio o i pensatoi conventuali, per tornare tra la gente, assumendoci la responsabilità e l’onore di indicarle la strada. Lo strumento di questa rivoluzione possono essere i Circoli della Nuova Italia, attraverso i quali vogliamo restituire alla politica la sua dimensione popolare, troppe volte eclissata da quella semplicemente populista. Per farlo, c’è bisogno di idee e di opere: bisogna che i nostri intellettuali escano dall’ombra, tolgano dagli armadi le insegne del loro grado e partecipino a questa battaglia di civiltà e di cultura: prima che sia troppo tardi, prima che passi il momento buono e si risprofondi nel torpore e nell’ignavia. Quel momento è adesso: il grande fermento che circonda il centrodestra e la percezione evidente di un possibile e, speriamo, vicino successo elettorale, ci impongono di programmare seriamente e attentamente il nostro futuro politico. Per questa ragione, oggi, chiamiamo sotto la nostra bandiera tutti coloro che sentano di avere ancora qualcosa da dare e da dire alla nostra gente: promettiamo loro fatica e soddisfazione, impegno ed aiuto. E’ venuto il momento di riprendere a pensare in grande: di prendere in mano il timone e di tracciare la rotta. Noi crediamo che sia il dovere di un intellettuale che si dica di destra farsi avanti e partecipare: assumersi, insomma, gli impegni e le responsabilità che la nostra gente si aspetta da lui. Molte cose ci sono da fare: l’identità e la partecipazione, certo, ma anche il territorio, la scuola, la comunità e la comunicazione, l’economia, sono tutti campi ove la latitanza di una classe intellettuale preparata e decisa si è fatta sentire per troppo tempo. Sta, ora, agli intellettuali e ai politici fare la propria parte: i primi organizzando e coltivando le realtà locali, i secondi impegnandosi a non lasciare più queste realtà abbandonate a loro stesse, facendo sentire tutto il peso del loro appoggio. Insomma, qui si tratta di tornare a lavorare, uniti, per il bene dell’Italia. Chiunque abbia la volontà e la fiducia per partecipare a questo progetto sarà accolto a braccia aperte. Non appena avremo ottenuto un numero di adesioni qualitativamente e quantitativamente adeguato, partiremo con l’organizzazione delle strutture e delle attività: non c’è tempo da perdere. Attraverso tutti i canali correnti (Associazione Nuova Italia, Area, Destrasociale.org eccetera) è possibile aderire a questa nostra chiamata: a gennaio ci conteremo e, se Dio vuole, partiremo per questa traversata. Ne varrà comunque la pena, perché, sull’altra sponda, ci aspetta una nuova Italia. L’Italia che vogliamo.

Marco Cimmino

tratto da www.destrasociale.org