bargello

Archivio per Gennaio 2008

10 Febbraio: per non dimenticare!

In Storia on Gennaio 29, 2008 at 6:44 pm

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(testo tratto da “La Canzone del Quarnaro”, del Comandante Gabriele d’Annunzio)  Siamo trenta su tre gusci, su tre tavole di ponte:

Secco fegato, cuor duro, cuoia dure, dura fronte,
Mani macchine armi pronte, e la morte a paro paro.
Eia, carne del Carnaro! Eia Eia Alalà!
Con un’ostia tricolore ognun s’è comunicato.
Come piaga incrudelita coce il rosso nel costato,
Ed il verde disperato rinforzisce il fiele amaro
Eia, sale del Carnaro! Eia Eia Alalà!
Ecco l’isole di sasso che l’ulivo fa d’argento.
Ecco l’irte groppe, gli ossi delle schiene, sottovento.
Dolce è ogni albero stento, ogni sasso arido è caro.
Eia, patria del Carnaro! Eia Eia Alalà!
Il lentisco il lauro il mirto fanno incenso alla Levrera.
Monta su per i valloni la fumea di primavera,
Copre tutta la costiera, senza luna e senza faro.
Eia, patria del Carnaro! Eia Eia Alalà!
rit. Siamo trenta d’una sorte,
E trentuno con la morte.
Eia, l’ultima Alalà!
Eia Eia Alalà! Eia Eia Alalà! Eia Eia Alalà!
Il profumo dell’Italia è tra Unie e Promontore,
Da Lussin, da Val d’Augusto vien l’odor di Roma al cuore.
Improvviso nasce un fiore su dal bronzo e dall’acciaro.
Eia, patria del Carnaro! Eia Eia Alalà!
Fiume fa le luminarie nunziali. In tutto l’arco
Della notte fuochi e stelle. Sul suo scoglio erto è San Marco,
E da ostro segna il varco alla prua che vede chiaro
Eia, sbarre del Carnaro! Eia Eia Alalà!
Da Lussin alla Merlera, da Calluda ad Abazia,
Per il largo e per il lungo torneremo in signoria
D’Istria, Fiume, di Dalmazia, di Ragusa, Zara e Pola
Carne e sangue dell’Italia! Eia Eia Alalà!
Dove son gli impiccatori degli Eroi che non scordiamo?
Dove son gli infoibatori della nostra gente sola?
Ruggirà per noi il leone, di là raglio di somaro.
Eia, carne del Carnaro! Eia Eia Alalà!

Nessun’altro poeta al Mondo sarebbe mai stato capace di forgiare versi così belli e profondi e probabilmente mai lo sarà. Solo il Vate, poeta guerriero, riesce a tramutare in verbo la passione che lo alimenta e che lo ha spinto, alla testa di un manipolo di valorosi, ad una impresa epica, la beffa di Buccari.

In questi versi non v’è  la mera esaltazione dell’impresa bellica ma il sunto della storia di sangue e onore che vincola le Terre istriane alla tradizione e alla memoria del Popolo italiano tutto.

La Canzone del Quarnaro menziona “gli eroi che non scordiamo” e “la nostra gente sola” : il sacrificio di Oberdan, Sauro e Battisti, patrioti dell’irredentismo impiccati dagli austriaci e quello di migliaia di italiani uccisi o costretti all’esodo dalle milizie titine. Italiani figli di una Terra per la quale sono stati pronti a dare la vita. Istria e  Dalmazia sono pregne di cultura italica: Madri di uomini e donne destinati a lasciare il segno nella storia d’ Italia.

Il 10 Febbraio ricade l’anniversario della scoperta dei luoghi dell’orrore, le Foibe: per anni dimenticate dalla monopolizzante cultura marxista poi tornate alla ribalta sul finire degli anni ‘80, appena in tempo per consegnare alla memoria storica il loro fardello di sangue.

Firenze rende omaggio alle vittime della criminale persecuzione titina accendendo centinaia di fiaccole, simbolo di ardore, passione e speranza. Il corteo di fiaccole illuminerà i cieli medicei sabato 9 Febbraio 2008.

Partecipare significa non dimenticare; marciare non è opzionale, è d’obbligo!

  

Marco

Meglio crepare per vivere che vivere per morire

In Recensioni, Storia politica on Gennaio 15, 2008 at 4:19 pm
Di seguito, un sincero esempio di coraggio. E’ il 1944, Firenze è in mano agli alleati. La giustizia dei codardi e degli opportunisti prende il sopravvento su donne, bambini, vecchi. Qualcuno tuttavia non si è arreso: ha saputo onorare il sacrificio di chi cadde prima di lui rifiutando di chinare la testa; ha affrontato la Morte con dignità e coraggio; ha sfidato odio e sangue per una Idea superiore. A 13 anni.
I FUCILATI DI FIRENZE (da LA PELLE di Curzio Malaparte)
  
   I ragazzi seduti sui gradini di S. Maria Novella, la piccola folla di curiosi raccolta intorno all’obelisco, l’ufficiale partigiano a cavalcioni dello sgabello ai piedi della scalinata della chiesa, coi gomiti appoggiati sul tavolino di ferro preso a qualche caffè della piazza,la squadra di giovani partigiani della divisione comunista “ Potente “, armati di mitra e allineati sul sagrato davanti ai cadaveri distesi alla rinfusa l’uno sull’altro, parevano dipinti da Masaccio nell’intonaco dell’aria grigia. Illuminati a picco dalla luce di gesso sporco che cadeva dal cielo nuvoloso, tutti tacevano, immoti, il viso rivolto tutti dalla stessa parte. Un filo di sangue colava giù per gli scalini di marmo.
   I fascisti seduti sulla gradinata della chiesa erano ragazzi di quindici o sedici anni, dai capelli liberi sulla fronte alta, gli occhi neri e vivi nel lungo volto pallido. Il più giovane, vestito di una maglia nera e di un paio di calzoni corti, che gli lasciavano nude le gambe dagli stinchi magri, era quasi un bambino.
   C’era anche una ragazza fra loro: giovanissima, nera d’occhi, e dai capelli, sciolti sulle spalle, di quel biondo scuro che s’incontra spesso in Toscana fra le donne del popolo, sedeva col viso riverso, mirando le nuvole d’estate sui tetti di Firenze lustri di pioggia, quel cielo pesante e gessoso, e qua e là screpolato, simile ai cieli del Masaccio negli affreschi del Carmine.
   Quando avemmo udito gli spari, eravamo a metà via della Scala, presso gli Orti Oricellari. Sboccati sulla piazza, eravamo andati a fermarci ai piedi della gradinata di Santa Maria Novella, alle spalle dell’ufficiale partigiano seduto davanti al tavolino di ferro.
   Al cigolio dei freni delle due jeep, l’ufficiale non si mosse, non si voltò. Ma dopo un istante tese il dito verso uno di quei ragazzi, e disse:
   – Tocca a te. Come ti chiami?
   – Oggi tocca a me – disse il ragazzo alzandosi – ma un giorno o laltro toccherà a lei.
   – Come ti chiami ?
   – Mi chiamo come mi pare… 
   -  O che gli rispondi a fare a quel muso di bischero, gli disse un suo compagno seduto accanto a lui.
   – Gli rispondo per insegnargli l’educazione, a quel coso – rispose il ragazzo, asciugandosi col dorso della mano la fronte madida di sudore.  Era pallido, e gli tremavano le  labbra. Ma rideva, con aria spavalda guardando fisso  l’ufficiale partigiano. 
   A un tratto i ragazzi presero a parlar fra loro ridendo.
   Parlavano con l’accento popolano di San Frediano,  di Santa Croce, di Palazzolo.
   L’ufficiale partigiano alzò la testa e disse:
   – Fa presto. Non mi far perdere tempo. Tocca a te.
   – Se gli è per non farle perdere tempo – disse il ragazzo con voce di scherno – mi sbrigo subito –
   E scavalcati i compagni andò a mettersi davanti ai partigiani armati di mitra, accanto al mucchio di cadaveri, proprio in mezzo alla pozza di sangue che si allargava sul pavimento di marmo del sagrato.
   – Bada di non sporcarti le scarpe ! – gli gridò uno dei suoi compagni, e tutti si misero a ridere.
   – Jack e io saltammo giù dalla jeep.
   – Stop! – urlò Jack.
   Ma in quell’istante il ragazzo gridò: – Viva Mussolini ! – e cadde crivellato di colpi .

DONZELLI (AN): «IL COMUNE CONSEGNA AL "MOVIMENTO DI LOTTA PER LA CASA" L’EX ASILO RITTER, UNA PALAZZINA IN VIALE VOLTA E L’EX ISTITUTO CAMMEO»

In Uncategorized on Gennaio 11, 2008 at 9:37 pm

«Con la scusa di un progetto regionale per l’auto-recupero il comune di Firenze probabilmente ha intenzione di concedere al “movimento di lotta per la casa” l’ex asilo Ritter in via Reginaldo Giulian, una palazzina di viale Volta e l’ex istituto Bice Cammeo in via Aldini 3 e 5». E’ quanto denuncia il consigliere di Alleanza Nazionale Giovanni Donzelli che sulla questione ha presentato una interrogazione e un ordine del giorno. Analoghi atti verranno presentati dal consigliere di AN al Quartiere 2 Vito Poma, per quanto riguarda la palazzina in viale Volta, e dalla consigliera al Quartiere 5 Chiara Moretti sulla destinazione dell’ex asilo. «Da sempre – ha ricordato Donzeli – mi batto contro un certo collateralismo tra la sinistra che governa Firenze e gli estremisti violenti del “movimento di lotta per la casa”, ma adesso il Comune potrebbe arrivare al paradosso di trasformare immobili occupati abusivamente in strutture abitative regolari per gli occupanti. Regolarizzando la prepotenza e l’illegalità. Arriveremmo ad assistere alla palese ingiustizia di cittadini onesti che restano senza casa in graduatoria per gli alloggi popolari che vengono sorpassati da chi occupa abusivamente attraverso il Movimento di lotta per la casa» «Un apposita delibera di giunta – sottolinea Donzelli – stabilisce di avviare una variante urbanistica per alcuni immobili tra i quali, appunto, l’ex asilo Ritter, la palazzina di viale Volta e l’ex istituto Bice Cammeo. A giorni in Comune voteremo una delibera di consiglio analoga, che prevede l’adozione di queste varianti urbanistiche. In entrambi gli atti si dichiara che tali immobili “sono oggetto di progetti specifici inseriti nel Programma Regionale di Edilizia Residenziale Pubblica 2003 – 2005 in cui, tra l’altro, si prevede l’assegnazione di contributi per la sperimentazione di forme auto-organizzate di reperimento e autorecupero di abitazioni da assegnare in locazione a canone controllato, con riferimento ad un programma regionale in cui tra i soggetti beneficiari possano essere previste cooperative”. Di fatto l’amministrazione, non riuscendo a sgomberare gli edifici li consegnerà ufficialmente a gli occupanti». Con l’ordine del giorno il consigliere di Alleanza Nazionale chiede che l’amministrazione si impegni a garantire che a «al progetto di autorecupero non possano partecipare soggetti coinvolti in occupazioni abusive». (fn)

CASE POPOLARI: DONZELLI (AN) PROPONE LA PRECEDENZA AI FIORENTINI

In Alleanza Nazionale Firenze, alloggi erp, case popolari, donzelli firenze, immigrati on Gennaio 9, 2008 at 8:06 pm

L’Osteria Volante

In Recensioni on Gennaio 9, 2008 at 1:53 pm

Il mondo di oggi nelle le pagine di un libro del 1914

di Marco Petrelli 

1914. Lo spettro della Grande Guerra aleggia tra le nazioni europee. Gli ultimi, antichi imperi del Continente sono al tramonto: l’ Austria affronta le rivendicazioni nazionaliste dei popoli balcanici, la possente industria germanica costringe la Prussia ad espandersi a Oriente; l’ impero Ottomano, ridotto alla sola Anatolia, è scosso dai moti laicisti e progressisti dei militari.

L’Inghilterra, la più grande potenza militare ed economica del Mondo, si prepara all’imminente conflitto.

In questo clima di forti tensioni internazionali, lo scrittore britannico Gilbert K. Chesterton compone un’opera che, a distanza di 94 anni, rappresenta lo specchio della Società odierna: L’ Osteria Volante. Chesterton immagina che i flussi migratori e la nascita di realtà multi etniche siano alla base della perdita di identità e cultura per il Regno Unito. La classe dirigente, debole nell’affrontare le tematiche dell’integrazione, cede alle pressioni della sempre più forte comunità islamica londinese fino ad avallarne richieste e brame.

La legge coranica si insinua nell’apparato legislativo inglese. La più antica monarchia costituzionale del Mondo è costretta, dunque, ad accettare i precetti religiosi più intransigenti. L’ alta borghesia isolana, corrotta e moralmente decadente, vive la nuova cultura come segno di distinzione sociale.

E’ proibita la vendita della birra e delle bevande alcoliche in generale: solo alcuni pub possono somministrare alcolici esponendo un apposito cartello. Il capitano irlandese Doyle, sconvolto e addolorato dai radicali cambiamenti in atto, decide di mettersi in gioco: stacca da una locanda il cartello Osteria Volante e, con un carretto, un barile di rum e una forma di cacio, vaga per il paese portando conforto e felicità al popolo annichilito e rassegnato.

Parodia forte e incisiva delle debolezze e dei vezzi degli occidentali, questo libro, letto con ottica introspettiva, palesa i rischi e le conseguenze della società multirazziale.

Perdere identità, storia, humus culturale vuol dire privare della sua linfa vitale la Civiltà stessa, rendendola schiava delle razze ed etnie che oggi popolano città, borghi, strade dell’ Europa.

La figura di Doyle è l’essenza della speme: egli rappresenta l’ultimo lembo di un mondo che non c’è più; il popolo lo ama poiché in quel barile di rum e in quel cartello Osteria Volante legge ancora i tratti di una tradizione e di una storia non del tutto cancellati.

94 anni fa Gilbert Chesterton  preconizzò il pericolo dell’invasione islamica: una invasione lenta e silenziosa che corrode lentamente le istituzioni, il modus vivendi e la quotidianità dell’ occidente cristiano. 

L’ Osteria Volante, da leggere assolutamente. 

7 gennaio 2008: Trentesimo anniversario della strage di Acca Larentia

In Cuori Neri, Uncategorized on Gennaio 8, 2008 at 12:08 am

SETTIMA EDIZIONE ‘BEFANATA AL SINDACO’

In Guglielmo Picchi, Jacopo Bianchi, Tramvia, befanata sindaco, referendum tramvia, tramvia in Piazza Duomo on Gennaio 5, 2008 at 7:31 pm

Per il settimo anno consecutivo, domani ritorna a Firenze la ”Befanata al sindaco”, l’iniziativa ideata e organizzata dal consigliere comunale di Forza Italia e presidente del ‘Partito dei motorini-Simis’, Jacopo Bianchi, che si svolgera’ dalle 11 con ritrovo in piazza della Repubblica al Caffe’ delle Giubbe Rosse. ”Nonostante il diniego della Giunta Domenici – dichiara Bianchi – la Befanata al sindaco si svolgera’ come di consueto con la finalita’ di contrastare e cambiare le scelte errate ed ingiuste della Giunta comunale sulla sulla mobilita’. Questa volta non avendo ottenuto l’autorizzazione per l’occupazione del suolo pubblico a causa della presenza della tramvia e casualmente del referendum, l’iniziativa si svolgera’ in una modalita’ itinerante senza musica e karaoke, con la la protesta della Befana incatenata”. Saranno anche distribuiti piccoli doni ai bambini presenti in piazza della Repubblica. All’iniziativa parteciperanno anche alcuni eletti negli enti locali e alcuni deputati fiorentini come il senatore Paolo Amato capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale e l’onorevole Guglielmo Picchi. ”Tutti i cittadini sono invitati a partecipare – e’ l’invito di Bianchi – perche’ l’iniziativa vuole sostenere le battaglie per risolvere le problematiche piu’ scottanti della citta’ come la mobilita’ e la qualita’ della vita, e quindi parleremo naturalmente della tramvia”

ANCORA UN ESPOSTO CONTRO LA TRAMVIA

In COMITATO POPOLARE RIFREDI, Tramvia, alberi viale morgagni, esposto tramvia, gruppo intervento giuridico, referendum tramvia, tramvia in Piazza Duomo on Gennaio 5, 2008 at 7:22 pm

Il Comitato popolare del quartiere fiorentino di Rifredi e l’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico inoltrano un nuovo esposto (28 dicembre 2007, il precedente è dell’8 ottobre 2007) alla Commissione europea, ai Ministri dei beni ed attività culturali e dell’ambiente, al Sindaco di Firenze, al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Firenze, alla Commissione europea, alla Provincia di Firenze, alla Regione Toscana, al Soprintendente per i Beni ambientali e storico-artistici delle Province di Firenze, Prato e Pistoia riguardo il progetto del sistema tranviario dell’area vasta fiorentina che dovrebbe attraversare uno dei centri storici più importanti a livello mondiale, tutelato con vincolo culturale e paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004), stravolgendone caratteristiche culturali e vivibilità dei residenti. In particolare, poi, non si ha notizia dell’avvenuto svolgimento (con positiva conclusione) della necessaria procedura di “verifica preventiva” o screening finalizzata all’accertamento della necessità o meno della valutazione di impatto ambientale (direttive n. 85/337/CEE e n. 97/11/CE, D.P.R. 12 aprile 1996, legge regionale Toscana n. 79/1998) riguardo al progetto attuale, addirittura modificato con una deliberazione di Giunta comunale dello scorso 21 dicembre 2007.
Il progetto complessivo, secondo informazioni stampa (vds. anche Il Corriere della Sera, 2 ottobre 2007, pag. 22), comprenderebbe n. 3 linee (linea 1 Firenze – Scandicci, linea 2 Piazza della Libertà – Peretola; linea 3 Circonvallazione – Careggi, 46 km. in tutto), delle quali solo la linea 1 in corso di esecuzione dal 2005, prevede un investimento pari a circa 503 milioni di euro (non pienamente disponibili), rientra nel 1° programma delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi di preminente interesse nazionale (artt. 1 della legge n. 443/2001, 1 del decreto legislativo n. 190/2002, delibera C.I.P.E. n. 121/2001, allegato B, punto 17) come “sistema a guida vincolata di Firenze (tramvia fiorentina)” e risulta finanziato anche con fondi comunitari in base al P.O.R. Toscana CReO 2007 – 2013, obiettivo “Competitività regionale e occupazione 2007 – 2013″ (fondi complessivi 1,126 miliardi di euro) e prevede l’interessamento dei territori comunali di Firenze, Scandicci, Bagno a Ripoli e Sesto Fiorentino.
Il quartiere di Rifredi sarebbe interessato dalla linea 3 e vedrebbe pesantemente danneggiate le alberature storiche di vari viali, in particolare del Viale Morgagni (deliberazione di Giunta comunale n. 2007/G/00230 del 24 aprile 2007 e determinazione dirigenziale n. 2007/DD/04949 dell’11 giugno 2007). Il Viale Morgagni è da quasi un secolo abbellito da un’alberatura di circa 180 alberi ad alto fusto (lecci, cipressi, bagolari, platani) in grandissima parte in buona salute (relazione dott. for. Michele Marrani Romanelli del 12 luglio 2007), piantati dalla popolazione residente nel quartiere di Rifredi in memoria dei caduti dispersi del quartiere nella 1^ guerra mondiale (1915-1918). Fino a qualche anno fa era possibile rinvenire ancora i nomi dei dispersi su targhette apposte presso i singoli alberi. Il Viale e la relativa alberatura, identificati quale Parco della Rimembranza, sono qualificati “pubblici monumenti” ai sensi della legge n. 559/1926 e non possono che rientrare nella specifica tutela di cui alla legge regionale Toscana n. 60/1998 (art. 2, comma 1°, lettera b). Inoltre, quale “monumento” relativo alla prima guerra mondiale, rientra nella tutela disposta dalla legge n. 78/2001, che (art. 2, comma 5°) vieta i relativi “interventi di alterazione delle caratteristiche materiali e storiche” con sanzioni amministrative e penali (art. 10) in caso di trasgressione.
I fiorentini, in particolare i residenti del quartiere di Rifredi, hanno posto in essere numerose iniziative per scongiurare il grave rischio per il loro verde pubblico e per un centro storico di caratteristiche culturali uniche: un esposto (6 agosto 2007) sottoscritto da ben 515 cittadini, un ricorso (7 settembre 2007) ex art. 226 trattato U.E. inoltrato alla Commissione europea dal Comitato popolare di Rifredi e dall’associazione ecologista Gruppo d’Intervento Giuridico per la probabile carenza di procedure V.I.A., manifestazioni, una fiaccolata con circa 3.000 partecipanti (15 settembre 2007), petizioni, cartoline di protesta. In diverse occasioni manifestazioni spontanee della cittadinanza hanno fermato, per quanto possibile, inopinati quanto deleteri interventi di abbattimento di esemplari arborei dell’alberatura di Viale Morgagni e di altre strade cittadine. In merito sono state raccolte circa 13.000 adesioni ad una proposta di referendum comunale consultivo sulla linea 3 in base alla relativa vigente normativa, referendum che si terrà il 17 febbraio 2008.
Vi sono già stati, però, già tre assurdi interventi di abbattimento di alberi ad alto fusto nel Viale Morgagni (ottobre e novembre 2007) e lavori di manutenzione/modifica dei sottoservizi deleteri per l’alberatura, mentre nei mesi di novembre e dicembre 2007 sono stati piantati in sostituzione degli alberi abbattuti dei giovani esemplari di tiglio (che non appaiono poter validamente sostituire i positivi effetti ambientali/sanitari/climatici dei precedenti esemplari ad alto fusto, a ridottissima distanza dagli edifici, probabilmente addirittura non regolamentare (D.M. 5 novembre 2001, “norme funzionali geometriche per la costruzione delle strade”). Un sostanziale disimpegno è quello che ha purtroppo mostrato l’Unesco, mentre spiace constatare che insieme all’Amministrazione comunale anche molte associazioni ambientaliste e culturali locali parlano spesso di “alberi malati” quando sono invece al massimo dell’efficienza ambientale/sanitaria/depurativa (vds. V.A.S. termovalorizzatore Provincia di Firenze) e le pretese “malattie” non risultano se non in minima parte proprio dalle schede predisposte dalla medesima amministrazione pubblica e da esperti (relazione dott. for. Michele Marrani Romanelli del 12 luglio 2007). Gli alberelli (tigli) piantati in sostituzione dei maestosi alberi ad alto fusto tagliati sono poi in posizioni così anguste da far dubitare di un prossimo loro sviluppo. Nemmeno vi sarebbe una consistente diminuzione del traffico veicolare privato, diminuzione stimata dall’A.T.A.F., l’azienda del traffico pubblico fiorentino, in solo il 4 % ! Per non parlare poi di un centro storico dove – almeno alcune zone ad elevata densità di monumenti – dovrebbe esser eliminata qualsiasi forma di traffico veicolare, compreso un “tram” curiosamente simile ad un vero e proprio “treno”.
Nonostante il numero considerevole delle proteste ed i rischi del sistema prescelto, il Comune di Firenze (titolare dell’opera attraverso una società concessionaria, la Tram di Firenze s.p.a.) non ha finora dato alcun segnale positivo, altro che i tanto sbandierati programmi elettorali che vantano la più ampia partecipazione dei cittadini alle scelte importanti per la città: eppure le richieste popolari non sono mai state folli, né irragionevoli: un deciso “blocco” a “questo” progetto di sistema tramviario e la successiva modifica di mezzi e tracciato per salvaguardare verde pubblico e centro storico con un progetto conosciuto e condiviso dalla cittadinanza. E’ una vera e propria battaglia di civiltà.

EMERGENZA RIFIUTI ANCHE A FIRENZE

In Uncategorized on Gennaio 4, 2008 at 2:14 pm

«Fa sorridere che sia l’assessore Paolo Coggiola ad affermare che siamo in emergenza rifiuti quando le responsabilità sono da attribuire a chi, in questi ultimi anni, aveva competenze e deleghe per evitare uno scenario degno di Napoli». E’ quanto ha dichiarato la consigliera di Alleanza Nazionale Gaia Checcucci. «Nei mesi scorsi – ha aggiunto l’esponente del centrodestra – avevamo già spiegato che i rifiuti saranno inviati prevalentemente in altre discariche in territorio regionale ma fuori l’Ato 6, l’ambito territoriale ottimale. La Provincia di Firenze e l’Ato 6 hanno avviato da tempo i necessari contatti con le Province e gli Ato competenti per territorio per stilare le convenzioni necessarie. Rispondendo ad una mia interrogazione, nel novembre scorso l’assessore Coggiola ha dichiarato che, per quanto riguarda i costi, allo stato attuale si è in grado solo di fare una previsione di massima basata su prezzi 2007, non avendo ancora a disposizione le necessarie convenzioni. Le stime prevedono che il costo dello smaltimento dei rifiuti passi da 127,15 euro a tonnellata del 2007 a 156,16 euro nel 2008, con un incremento del 23%. In questa cifra sono compresi, tra l’altro, 11,55 euro a tonnellata per il trasporto, 14 euro relativi al tributo regionale, la cosiddetta “ecotassa”, 5,5 euro a tonnellata per l’”indennità di disagio” per l’impianto di Case Passerini. Dopo la sua chiusura di quest’ultimo saranno necessarie operazioni di bonifica che costeranno, ogni anno, 1milione 650mila euro. La lista comprende anche altri contributi: per i conferimenti alla discarica di Casa Rota, in provincia di Arezzo, 13,43 euro a tonnellata da versare all’Ato, per quelli alla discarica di Peccioli, 13,42 euro a tonnellata a favore del Comune di Peccioli. Infine è dovuto un contributo Provincia di Pisa pari a 10,32 euro a tonnellata e un ulteriore contributo all’Ato pari a 10,32 euro a tonnellata». « Si sta ragionando sull’affidamento diretto a Quadrifoglio per l’intera gestione del ciclo integrato dei rifiuti e del termovalorizzatore – ha concluso Gaia Checcucci – dimenticando che l’affidamento diretto, secondo la normativa, è illegittimo. Questa scelta è destinata ad essere annullata a seguito di un qualunque ricorso: in questo senso il quadro normativo è chiaro. Anche a livello dell’Unione europea gli orientamenti sull’affidamenti dei servizi sono espliciti e l’Italia rischia una nuova procedura di infrazione».