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Archivio per Settembre 2008

CHE FINE AVRANNO FATTO?

In Attualità politica, Destra Giovanile, Storia politica, destra fiorentina on Settembre 27, 2008 at 12:19 am

AH! ECCOLI!

 

Il ‘facciaculismo’ di alcuni…

In Attualità, Attualità politica, Bargello, Caravella, Destra Giovanile, Storia politica, destra fiorentina, politica on Settembre 25, 2008 at 11:16 pm

 Ora è tutto merito suo. Se Alitalia è salva, è perché Walter Veltroni ci ha messo la zampino. In queste ore concitate che hanno visto anche la Cgil firmare l’accordo con Cai, il segretario del Partito democratico ha rivendicato un ruolo fondamentale nella trattativa: “Quarantotto ore fa si è sbloccata la situazione perché, mettendo insieme Colaninno ed Epifani, ho cercato di favorire il fatto che si trovasse un punto di intesa”. Ovviamente, arriva la frecciatina contro il presidente del Consiglio: “Berlusconi non è qui, è partito per una destinazione che non conosciamo”. “Non avrei replicato a Berlusconi se lui non mi avesse attaccato a freddo”, ha poi aggiunto nel corso della registrazione della puntata di Porta a porta. “Di fronte ad un’opposizione che collabora, in un Paese civile un presidente del Consiglio non insulta, ma rispetta. Basta con gli spot, i fuochi d’artificio, il bullismo al governo”.
Gli spot. Veltroni li snocciola uno ad uno: “Ha cambiato idea su tutto, su Air France, sulla cordata, ha parlato del coinvolgimento dei figli, di Aereoflot, delle ferrovie dello stato. È stato uno show, che dimostra la confusione con cui Berlusconi ha affrontato il problema. Io non ho mai cambiato idea”.  Gli unici complimenti arrivano per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta: “Si è sempre speso per cercare una soluzione positiva per Alitalia”. Veltroni si autoincensa, dice di essersi comportato come un leader dell’opposizione anglosassone: “Nonostante il giudizio fortemente negativo su come è stata gestita dal governo la vicenda, tuttavia ho cercato di dare una mano nelle relazioni con Colaninno e i sindacati e ho sempre informato Gianni Letta. Io e lui apparteniamo alla stessa cultura istituzionale”.
La risposta alle parole del leader del Pd arriva dal ministro dei Trasporti, Altero Matteoli: “Figurarsi se può intestarsi il merito dell’accordo Veltroni che lo ha ostacolato fino a poche ore fa”, ha detto sempre nel corso della registrazione di Porta a porta. Ha colto anche l’occasione per precisare quanto accaduto nelle ultime ore: “Non è cambiato sostanzialmente nulla, è stato sottoscritto l’accordo di sette giorni fa, erano solo rimasti in sospeso alcuni chiarimenti che sono stati dati questa mattina e questo ha portato anche la Cgil a firmare”. Lo attacca pure l’ormai ex alleato Antonio Di Pietro: “Veltroni senza aver fatto nessuna manifestazione con gli operai dice che grazie a lui gli operai ce l’hanno fatta. Ma gli operai non ce l’hanno fatta, hanno solo subito”.
A Walter però non importa. Dalle comode poltrone bianche del salotto di Bruno Vespa sente di essere stato risolutivo.

 

tratto da www.libero-news.it

Caro Ministro le scrivo…

In Attualità, Attualità politica, Bargello, Caravella, Cuori Neri, Destra Giovanile, Storia politica, destra fiorentina, politica on Settembre 25, 2008 at 11:10 pm

 

Onorevole Ministro,

Giorni fa ho ricevuto la mail del Presidente Nazionale di Azione Giovani, in merito alle tanto discusse parole di Gianfranco Fini (e a ciò che ne è seguito) pronunciate durante la kermesse di Atreju.

Ho apprezzato quella mail, ovvero ne ho lodato il contenuto. Tentare di risolvere una situazione spinosa, di superare acredini il più delle volte generate e sviluppate da propaganda mendace è ciò che ogni capo, ogni presidente di un movimento si sente in dovere di fare. E sarà qui che mi soffermerò Onorevole.

Dicevamo un dovere da capo. Ruolo che, sappiamo tutti, essere impegnativo, duro, carico di oneri e quasi privo di onori.

Andare avanti è sacrosanto: lasciare cadere alle spalle quell’accusa infamante che da mezzo secolo una falsa categoria di intellettuali ti lancia addosso, che ha l’effetto di una marchiatura a fuoco come se essere quello che loro dicono significhi appartenere alla peggiore razza di criminali che abbia camminato su questa terra. E che brucia più di una marchiatura da bestiame, specialmente se l’accusa proviene da persone capaci di ragionare solo con una pertica in mano e una lama nella tasca.

Ma da che mondo è mondo nascondere la polvere sotto il tappeto non porta a buoni frutti. Chiudere lo scrigno dei ricordi, belli e brutti, non serve a cancellare ciò che si è stati, ciò che si è vissuto e si ha visto con gli occhi del giovane adulto in sezione e del ragazzino fisso di fronte a un manifesto.

Si Onorevole! Che oggi si abbia cinquant’anni o se ne abbia venticinque nessuno sa dimenticare la fiamma tricolore stampata sui manifesti e sui volantini, le croci cerchiate con la sigla del Fronte e del FUAN sul muro di scuola e di casa, i comizi, i raduni e le manifestazioni che, i ventenni e i bambini di allora, hanno ancora nella mente.

E’ vero, il nostalgismo è sbagliato. Ma qui non si tratta di dire ’si stava meglio quando si stava peggio’, si tratta di affrontare una volta per tutte la questione mediante il dibattito interno, la discussione tra e con la base militante. Un comunicato dell’ufficio stampa, una intervista non sortiscono lo stesso effetto.

Lo ammetto, purtroppo il dibattito manca nel Movimento. Forse si dice di sì per convenienza o per paura di non essere ascoltati. Tuttavia interloquire è il solo mezzo per concludere realmente la faccenda. Ed è anche il modo migliore per maturare tutti, dal militante al dirigente nazionale. La maturazione è come l’evoluzione della specie. Un processo inarrestabile, per nostra fortuna.

Ma non voglio annoiarLa oltremodo. Nel salutarLa e nell’augurarLe serenità e successo nel Suo lavoro istituzionale auspico questo mio appello al dialogo venga tenuto in considerazione.

Distinti saluti.

 

Marco Petrelli