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Archivio per Marzo 2009

In Uncategorized on Marzo 22, 2009 at 7:23 pm

Mentre Roma è indecisa sul da farsi,Sagunto viene espugnata

Marzo 22, 2009 at 2:05 pm | In Voce della fogna | No Comments | Edit this post

Roma e Torino. Roma e Sagunto. Mentre alla Fiera della Capitale Fini,Gasparri,Giorgia Meloni,l’intero esecutivo di Azione Giovani e Azione Universitaria festeggia la fine di Alleanza Nazionale,i ragazzi del Fuan-Azione Universitaria di Torino sono sotto assedio. No,non si tratta di assedianti cartaginesi ma dell’ennesimo gruppo di antifascisti che,per assicurarsi il controllo sulle Facoltà,a livellodi “territoro” e voti,non si tira indietro nel fare uso dei propri sistemi di democrazia. Già,la bella democrazia che conosciamo. Difendere i diritti degli studenti riduendoli al silenzio o comprandoli con manifestazioni e festini che servono solo a creare inutile trambusto,senza fini veri,ma con scopi puramente provocatori. E chi si permette di criticare o di fare velatamente notare il suo dissenso ? Ve la ricordate la lezione di Trockij? Ecco. Ormai sono anni che il Fuan torinese è assediato nelle facoltà e nelle strade.In questi ultimi giorni di clima rovente si è arrivati al culmine della follia: “fascista,tu non puoi entrare all’Università”. Cosa!? Siamo pazzi? No,è la realtà. Ma la realtà ancora più dura è che questi giovani militanti sono abbandonati a loro stessi. Il Partito e la Direzione Nazionale del Fuan-AU sembrano non occuparsene,se non con striminziti comunicati stampa,ultimi residuati della peggiore cultura aennina. Quelle che D’Annunzio chiamava le “chiocce del Quarnaro”,ovvero i ciarlatani e i “parolieri boccaloni”,stanno feteggiando e gozzovigliando alla salute del nuovo passo,mentre su al Nord l’ultimo FUAN con i contro coglioni continua a battersi nella sua battaglia quotidiana. Un gruppo umano che,come noi, concepisce la politicac ome militanza e servizio tra le persone,tra la gente,rifiutando le chimere e i miraggi del Palazzo.

 Con amarezza in questi giorni ho constatato come,per colpa dell’inettitudine dei dirigenti della struttura da cui provengo,due anni di lotta alla Facoltà di Lettere di Firenze siano stati vanificati. Ovvero,sono finiti nelle mani di altri che ora si attribuiscono i meriti e gli onori dell’ex Nucleo di Lettere “Caravella”,del Fuan Firenze. E’ questo dunque l’epilogo? Potrei die tranquillamente di sì. Ma il video che segue mi spinge a sperare che,qualcuno ancora,ha le palle di portare avanti le gesta di un movimento che ha fatto la storia della militanza universitaria. E’ solo grazie a persone come E.M.,A.M.,M.M. che provo fierezza per le mie origini.E non rinnego un giorno,un volantinaggio,una sberla data e una ricevuta sotto la bandiera blu con la scritta bianca.

Drako I. – Base Autonoma Terni

http://vocedellafogna.wordpress.com

La fine di AN

In Uncategorized on Marzo 22, 2009 at 7:21 pm

Su indicazione di un lettore pubblichiamo di seguito un ‘pezzo’ di Filippo Ceccarelli,”Repubblica” , concernente la fine di Alleanza Nazionale che si celebra proprio oggi.

La Redazione

STAVOLTA è andata sul serio. Meglio tardi che mai, o peggio presto che sempre. Comunque, è fatta: la fiamma tricolore se ne va. E pur con tutto il rispetto che si deve ai simboli, e consapevoli che le insofferenze dei cronisti valgono ancora meno delle loro modeste fatiche, varrà la pena di esprimere qui un certo sollievo per il sospiratissimo “espianto”, come un lontano giorno volle definirlo il professor Fisichella, preclaro ideatore di An, senza alcuna ironia.  Sollievo dunque per la “sfiammata” su cui ormai un paio di generazioni di giornalisti si sono incautamente esercitati. Ma non solo loro, per la verità. Se infatti lo stesso Fini, all’apice del tormentone, si provò invano a sostenere che la faccenda della fiamma appassionava “solo i politologi”, sarebbe ingiusto quest’oggi dimenticare ciò che nel 2003 rispose ‘Gnazio La Russa al temerario operatore dell’informazione che l’aveva interrogato sull’opportunità di rimuovere o meno quel simbolo: “Ma lei sarebbe disponibile a tagliarsi i propri attributi?”. Bene. Ora che il triste e doloroso adempimento è stato compiuto, e in congruo ritardo rispetto alla rimozione della falce e martello e dello scudo crociato, ci si limita a segnalare il nesso indicibile che in un partito iper-machista lega la simbolica identitaria alla genitalità.
Fu infatti il padre del neofascismo italiano, Giorgio Almirante, a disegnare la fiammella, ispirandosi a un distintivo combattentistico. Era la fine del 1946 e per dire i riferimenti culturali a uno dei convenuti nello studio di Arturo Michelini, il napoletano Roberti, vennero in testa i seguenti versi di D’Annunzio: “Solo alla morte l’anima sovrasta/ congiunta ancora al carcere dell’ossa/ come fiamma si radica in catasta”. Non era insomma, già in partenza, un quadretto allegro. Circostanza confermata dalle strofe, pure di conio almirantiano, dell’inno del Msi, da titolo: “Siamo nati in un cupo tramonto”. Non solo, ma nella leggenda vetero-missina, impregnata com’era di retorica hard-core, codici occulti e fantasie necrofile, il successivo trapezio da cui si sprigionava la fiamma, raffigurava una bara. Di chi fosse, a quei tempi, non c’era neanche bisogno di chiederselo. Ben si prestava oltretutto ad indicarlo l’acronimo del nuovo partito, Msi, leggibile come “Mussolini Sei Immortale”, ovvero, secondo una più sorvegliata formula, “Mussolini Sempre Immortale”.

In quella specie di Bibbia o di Treccani che è il libro di Luciano Lanna e Filippo Rossi, “Fascisti immaginari” (Vallecchi, 2004) si trova anche scritto che nel bianco tra quelle tre lettere c’era chi riusciva a intravedere addirittura la sagoma di un nodoso manganello. In ogni caso si comprenderà come negli ultimi anni l’intero gruppo dirigente di An abbia speso tesori di tempo e fatica per smentire tali suggestioni.

Ma intanto si teneva stretto quel simbolo che nel corso dei decenni ha conosciuto un paio di ritocchi fatti in casa e diverse peripezie di natura grafico-contudente da parte degli avversari, o nemici che fossero. La prima, eseguita con largo anticipo sulla teoria situazionista del detournement risale ai primi anni sessanta e narra di alcuni spericolati comunisti della capitale che dopo aver scalato un palazzo riuscirono a montare sopra la gigantesca fiamma una enorme padella con due uova al tegamino.

Il secondo sfregio, negli anni settanta, si deve al disegnatore satirico di Lotta Continua Zamarin che raffigurò il suo eroe, l’operaio-massa Gasparazzo, che spegneva la fiamma missina facendoci la pipì sopra. In compenso l’emblema compare in una poesia, “Comizio”, che Pier Paolo Pasolini comprese ne “Le ceneri di Gramsci”: “Una smorta folla empie l’aria/ d’irreali rumori. Un palco sta/ su essa, coperto di bandiere,/ dal cui bianco il bruno lume fa/ un sudario, il verde acceca, annera/ il rosso come di vecchio sangue. Arista/ o tetro vegetale guizza cerea/ nel mezzo la fiammella fascista”.

E comunque, in estrema e colorita sintesi: già prima di Fiuggi, l’astuto addetto al marketing Jannarilli, cugino ciociaro della moglie di Fini, l’aveva rimpicciolita sui portachiavi, nonché sublimata in un due pupazzi di peluche significativamente appellati “Fiammino e Fiammetta”. Ma sempre donna Assunta vigilava: “Non si spegnerà mai, brilla nel cielo come una stella”. Diceva Fini: “Mica è il fascio littorio”. E intanto la fiamma attraversava indenne le allegoriche traversie dell’elefantino e della coccinella, e le richieste di Publio Fiori, gli odg di Palmesano, l’ingresso nel Ppe, la visita in Israele.

Come se non bastasse si trattava anche di difenderla dai famelici scissionisti della galassia nera, e furono epiche battaglie legali con Pisanò, poi con Rauti, fondatore del Msi Fiamma Tricolore, con quindi con il Mse del camerata Bigliardo, e poi ancora con la Mussolini, con il Nuovo Msi di Gaetano Saya e infine anche con la Destra di Storace che, inibito dall’uso della fiamma, alle elezioni si accontentò di emblematizzare una torcia – tanto che al congresso fondativo, al culmine dell’entusiasmo, Buontempo diede fuoco a un quotidiano accartocciato.

C’era quel giorno pure Berlusconi a gustarsi la scena. Ancora l’altro giorno alcuni militanti di Roma volevano “giurare sulla fiamma” sotto l’Altare della Patria. “Carnevalate” ha buttato lì Alemanno. Riti e simboli se ne vanno, si sa: però a volte se le vanno pure a cercare.

Facoltà di Lettere di Firenze: sobillatori e vigliacchi

In Attualità politica, Bargello on Marzo 20, 2009 at 12:34 pm

Come in ogni agglomerato umano,come in ogni momento di confronto politico-elettorale,non possono mancare (tradizione tutta mediterranea) sobillatori e spie. I così detti “infami” popolano facoltà,luoghi di ritrovo, associazioni e gruppi. La militanza di facoltà mi ha dato occasione di imparare ma anche di identificare alcuni di questi soggetti. Naturalmente non farò nomi,potrò al massimo dire che V.A. ,per esempio, è un noto doppiogiochista,più volte resonsabile della ’svendita’ di “compagni” e “camerati”  per ottenere favori che vi lascio immaginare. A differenza di quanto si possa credere,le oganizzazioni come l’  ”ONDA” pullulano di questi soggetti e a Firenze (vedi sopra) non mancano ‘galantuomini’,pronti a scatenare bagarre o accusare persone innocenti di cose non leggere. Il tutto per un rendiconto misero,che rispecchia peraltro la miseria umana di tali soggetti. ATTENZIONE ALLORA!

Antifascismo delirante

In Attualità, Attualità politica, Bargello, destra firenze, violenza on Marzo 20, 2009 at 12:11 pm

Di seguito alcuni articoli che la dicono lunga su quei ‘democratici’ che chiamano fascista anche uno iscritto alle ACLI. Menzonieri come sempre,prima provocano disordini e risse,poi scappano e denunciano chi hanno aggredito. Bella prova di responsabilità e di coraggio! Ringraziamo,per il materiale,i camerati de “La Voce della Fogna” – Redazione Ternana (http://vocedellafogna.wordpress.com)  

NAPOLI: BLOCCO STUDENTESCO, 7 MILITANTI AGGREDITI DA COLLETTIVI ALL’UNIVERSITA’
‘’ERANO 60-70 PERSONE, LI HANNO PRESI A CINGHIATE E LANCIATO OGGETTI’’

Napoli, 18 mar. (Adnkronos) – Sette militanti del Blocco studentesco ‘’alle ore 13:00 circa sono stati aggrediti verbalmente e fisicamente da circa 60-70 persone probabilmente appartenenti a centri sociali e collettivi universitari di estrema sinistra’’. Lo denuncia il responsabile del Blocco studentesco di Napoli, Antonio Mollo, spiegando che i militanti dell’associazione studentesca di Casapound Italia, ‘’regolarmente riconosciuta dal rettorato della università ‘Federico II’ di Napoli, si erano recati alla facoltà di giurisprudenza di Via Porta di Massa’’, per affiggere nuovamente, dopo che quelli affissi ieri erano stati divelti, i volantini relativi alla conferenza sugli incidenti avvenuti a Piazza Navona lo scorso 29 ottobre, conferenza, precisa Mollo, in programma per il 26 marzo e ‘’autorizzata dal Preside di Facoltà’’.A un certo punto, secondo quanto riferisce Bs, queste 60-70 persone ‘’hanno caricato e tentato di forzare l’ingresso della Facoltà a suon di cinghiate e lancio di oggetti contundenti verso i ragazzi del Blocco Studentesco Napoli che, fermi dinanzi l’ingresso della Facoltà, si sono legittimamente difesi dalla violenta e gratuita aggressione, garantendo così il diritto di esprimere liberamente il proprio pensiero’’.

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Venghino, Signori venghino…che si replica anche a Torino!Viva la (loro) Libertà..

 

Altri incidenti a Palazzo Nuovo
Asserragliati gli studenti Fuan
Un’altra mattinata di tensione a Palazzo Nuovo. Per diverse ore si sono fronteggiati gli studenti del Fuan e i ragazzi dei collettivi di sinistra. Il Fuan aveva allestito un banchetto all’esterno, decisione contestata dagli studenti di sinistra. In tarda mattina la polizia ha effettuato una carica per permettere l’accesso all’atrio dei ragazzi di destra che sono adesso asserragliati in un’aula.

Fonte: http://vocedellafogna.wordpress.com

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Pensierino della sera

I  fatti che stanno accadendo in questi giorni ripropongono un drammatico interrogativo. Qualcuno vuole tornare indietro di 30 anni, agl’anni di piombo? Messa così sembra tetra e anche malaugurante. Ma riflettiamo un attimo. Da Piazza Navona ad oggi si è verificato un crescendo di violenze da parte del così detto antifascismo militante che lascia poco spazio all’immaginazione. Abbiamo pubblicato il video di Napoli, dove si dimostra come a sinistra si giochi un calcio a più punte,circa 70. Abbiamo registrato l’attacco al Fuan di Torino..Solo per citarne alcune..Qual’è il denominatore comune di queste azioni? Semplicemente la dimostrazione di ciò che è il comunismo: la negazione degli spazi che non vengano decisi ed accordati dalla Nomenklatura. Ora che non si abbiano argomenti và bene, ma che il solito e unico motore sia l’antifà ci indica che si raschia la botte. Quando il Blocco Studentesco e Casa Pound, che giustamente,non vanno alle elezioni perché si rappresentano da soli, propongono ed ospitano convegni,manifestazioni dove chiunque può intervenire,rappresentano un’avventura meta politica che ai più sfugge. E quando la risposta è quella dell’aggressione fisica ne abbiamo la conferma! Ma perché questi illuminati di sinistra rifiutano un confronto che sia sulle idee,sui problemi pratici della gente comune di cui per anni hanno ritenuto di essere gli alfieri ed i portavoce? Semplicemente perché non c’è più un elaborazione culturale valida e seria nei loro argomenti .I tempi dei Quaderni Piacentini sono finiti da un pezzo, ora rimane solo lo slogan. Se volete una sorta di libro e moschetto,ecc trasformato in tozzo e militante,parole poche sprangate tante! Ma così a parte qualche possibile lutto (e non ce lo auguriamo proprio!) non arriveranno al cuore delle persone. A quelle persone che hanno bisogno di una casa, di dover lavorare, e di avere il diritto di poter avere dei figli, e soprattutto seguirli. Vedremo se arriveranno proposte e non slogan, qualcuno..e non gli antifà, è già oltre!..Se son rose..[...]

Fonte: http://vocedellafogna.wordpress.com

 

 

Ma come? Non era un loro slogan “Guerra no,Guerriglia sì”?

In Bargello on Marzo 20, 2009 at 11:59 am

Roma – A la guerre comme à la guerre. Gli studenti dell’Onda sono dei “guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri”. Lo ha detto il ministro della Pubblica amministrazione e l’innovazione Renato Brunetta, al termine di una conferenza stampa a Palazzo Chigi tenuta insieme alla collega della scuola, Mariastella Gelmini. A chi faceva notare al ministro che nella scuola la protesta sta montando, il ministro ha risposto: “Non vedo molta protesta, vedo ogni tanto delle azioni di guerriglia da parte della associazione Onda. Ma vedo – ha aggiunto – che nelle votazioni degli organi di rappresentanza degli studenti l’Onda non esiste. Sono un democratico e quindi credo molto più al voto che alle azioni azioni di guerriglia. L’Onda non l’ho vista nelle recenti elezioni degli studenti – ha insistito Brunetta – quindi sono dei guerriglieri e verranno trattati come guerriglieri”.

Poi la rettifica “Mi sono sbagliato” rettifica qualche ora dopo il ministro. “Non hanno la dignità di guerriglieri, che sono una cosa seria: sono solo quattro ragazzotti in cerca di sensazioni”. Ma su eventuali ripensamenti sulle sue frasi, Brunetta ha chiarito: “Ma quale passo indietro? Ieri a Roma ci sono state cariche e scontri perché un gruppo di giovani un po’ estremisti hanno infranto delle regole che la città si era data nel definire le manifestazioni. Come si definisce chi infrange le regole, chi fa violenza sulle strade e costringe la polizia a scontri che ha altro da fare?. Io sto dalla parte dei poliziotti, dell’ordine pubblico, delle regole, di chi vuole manifestare legalmente e democraticamente, dalla parte dei rappresentanti degli studenti, non di questi signori che per avere una qualche visibilità usano la violenza. Sto dalla parte della democrazia, non della violenza”.

Il riflusso dell’Onda “Questo governo ha sempre di più una vocazione a utilizzare mezzi e parole di carattere militare come dimostrano le dichiarazioni del ministro Brunetta”. Così Francesco Brancaccio, esponente dell’Onda romana, risponde al ministro. Brancaccio intravede nelle parole del ministro “il segnale di una volontà generale di dare risposte militari e repressive alle nostre istanze legittime”. E, a nome degli studenti della Sapienza, promette: “Senza avere paura continueremo a mobilitarci contro questo che è il governo della paura per antonomasia: l’esecutivo dimostra di non essere capace di gestire la crisi economica, di avere paura che il malcontento esploda e, per questo, vogliono incutere timore nei cittadini. Per quanto riguarda Brunetta, lui si definisce democratico. Evidentemente, per il ministro la democrazia equivale a blindare le università e a prendere a manganellate gli studenti”.

Polemico il Pd “Il ministro dell’Istruzione chieda scusa, per conto del governo, per le parole dissennate pronunciate dal suo collega Brunetta: il ministro Gelmini, che conosco come persona moderata, sa bene che gli studenti rappresentano il futuro di questo Paese e che ascoltarli e dare risposte anche quando protestano, senza mai giustificare le violenze, è un dovere”. Lo dice il responsabile educazione del Pd, ed ex ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, che aggiunge: “Ma additare genericamente come guerriglieri gli studenti, soffiando sul fuoco e fomentando gli animi, è un atteggiamento irresponsabile del quale il ministro Gelmini non può rendersi spettatrice passiva”.

 

Fonte: www.ilgiornale.it